Articoli più letti oggi

  • I feral children: quando gli umani crescono da non-umani

    deprivazione culturale, linguaggio, isolamento, evoluzione

    Cosa accadrebbe se un individuo appartenente alla specie umana venisse privato di quegli aspetti che sono le prerogative dell'essere umano, ovvero la cultura, la socialità e il linguaggio? In termini concreti, come si svilupperebbe un umano se per anni vivesse e crescesse nel pressoché totale isolamento dai contesti umani e culturali? Potremmo essere portati a pensare che simili argomenti siano presenti soltanto nella fervida fantasia di alcuni romanzieri o cineasti del passato, ma sono realmente esistiti casi di bambini cresciuti in uno stato di estrema deprivazione sociale. Si tratta dei feral children, e le loro incredibili vite contengono storie tragiche e spesso raccapriccianti.

  • La Fiaba come valore e strumento educativo

    La favola può essere certamente intesa come una specifica forma di linguaggio espressivo utile a far crescere i bambini e a potenziare in loro la capacità di parlare dei propri vissuti interiori. La psicologia di C.G. Jung ha fornito molti strumenti concettuali che permettono di cogliere il senso delle fiabe, i loro insegnamenti e gli effetti che queste hanno avuto da sempre in tutti noi.

  • Neurochimica della Coscienza

    Introduzione
    Originariamente si pensava che la coscienza sorgesse in particolari regioni del Sistema Nervoso Centrale (SNC), come la formazione reticolare mesencefalica ed i nuclei talamici intralaminari; a tutt’oggi, sembra che essa sia generata dall’intero cervello, attraverso la sincronizzazione di imponenti network neuronali (Ward, 2011), quantunque alcune aree del SNC abbiano un ruolo chiave nell’integrazione anatomofunzionale da cui origina l’esperienza cosciente.

  • Neuropsicologia della schizofrenia. Il rapporto tra la memoria episodica, la formazione del senso del sé e i sintomi schizofrenici.

    La schizofrenia è universalmente considerata la più grave malattia mentale poiché comporta una continua difficoltà nel mantenere un solido contatto con la realtà e la dissociazione di funzioni mentali che nella persona non schizofrenica sono inscindibili. Con fatica, infatti, possiamo immaginare cosa voglia dire pensare a qualcosa e allo stesso tempo sentire che non siamo noi a pensare, ma che a farlo sia qualche altra forza, o persona, o spirito ecc. Questo però rappresenta soltanto un esempio di cosa sia la realtà mentale di una persona affetta da schizofrenia.

  • Il monitoraggio routinario degli esiti della psicoterapia: il sistema CORE

    Studiare gli effetti della psicoterapia sul cervello di cui si è parlato nel precedente articolo rimanda necessariamente ad un argomento ben più ampio: l’efficacia degli interventi psicologici. Purtroppo nella pratica clinica misurare i cambiamenti dal punto di vista neurofisiologico sarebbe dispendioso in termini di tempo e denaro, e probabilmente non aggiungerebbe informazioni sulprocesso psicodinamico. 

  • Analisi descrittiva dei profili cognitivi dei bambini con ADHD alle scale WISC-III e WISC-IV

    Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da patterns persistenti di inattenzione, iperattività e/o impulsività, inappropriati per il livello di sviluppo raggiunto dall’individuo, presenti in diversi contesti di vita del bambino e tali da comprometterne il funzionamento sociale, scolastico e occupazionale (S. Vicari, M.C. Caselli). L’inattenzione si manifesta tramite divagazione dal compito, mancanza di perseveranza, difficoltà a mantenere l’attenzione e disorganizzazione, mentre i sintomi di iperattività e l’impulsività si palesano attraverso un’ eccessiva attività motoria, logorrea e  evidenti difficoltà ad attendere il proprio turno nel gioco o nella conversazione. 

  • I Disturbi Sessuali nel DSM V

     Amore e Psiche stanti, Canova, particolare
     
    Come molte altre categorie diagnostiche, anche la definizione e la categorizzazione dei disturbi sessuali ha subito grosse trasformazioni negli anni. Lo svilupparsi del pensiero psichiatrico e psicologico ha permesso l’evolversi della nosologia, che certamente continuerà a cambiare nel tempo in base alle nuove teorie scientifiche.
    Ad esempio, la categoria diagnostica delle Disfunzioni Sessuali nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) IV edizione, era basata essenzialmente sul modello di risposta sessuale di Master e Johnson, un modello a stadi rivisto successivamente da Kaplan (1974), che prevede quattro fasi sessuali (fase di eccitazione, fase di plateau, orgasmo e risoluzione). Per ognuna di esse sono state individuate specifiche disfunzioni e disturbi. Nonostante l’immensa importanza che i due principali libri di questi autori (“La risposta sessuale umana" del 1966 e “Inadeguatezza sessuale umana” del 1970) ha svolto per la moderna sessuologia, negli anni il modello è stato soggetto di molte critiche, principalmente per quanto concerne la sua linearità e per il parallelismo che viene fatto tra sessualità femminile e maschile(ad esempio, Basson 2001, Graham 2004, Janssen 2008). D'altronde, molta strada è stato fatta da quando, nel DSM I, (1952), l’impotenza e la frigidità erano categorizzate all’interno dei “Disturbi Psicofisiologici Autonomici e Viscerali” e molta altra si continuerà a percorrere.
    L’articolo che proponiamo vuole introdurre il lettore alla lettura, per chi ancora non vi si fosse cimentato, del capitolo del DSM V sui disturbi sessuali. Le revisioni apportate alla categoria sono in parte piccolezze, ma in parte meritano di essere sottolineate.

  • La dipendenza affettiva

    L’amore rappresenta il bisogno e la capacità di trascendere noi stessi e, insieme ad un altro, creare una realtà nuova. Talvolta, quando si altera l'equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine e lo spazio condiviso, l'amore può trasformarsi, invece che in un'occasione di crescita ed arricchimento, in una gabbia senza prospettive di fuga. Questo è quello che succede quando si scivola nella dipendenza affettiva.

  • La Neurobioetica: cos’è e quali sono i suoi sviluppi attuali

     
    Il Prof. Carrara, docente di Antropologia Filosofica al Regina Apostolorum, ha tenuto qualche settimana fa un interessante seminario sulla Neurobioetica per la Scuola di Specializzazione di Psichiatria dell'ateneo di Pisa; ne abbiamo approfittato per chiedergli di scrivere sul nostro giornale in merito a questo nuovo e affascinante campo di studi.
     
    di Alberto Carrara
     

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