prevenzione

La Settimana Mondiale del Cervello

Lunedì prossimo inizia la settimana mondiale del cervello 2017.
Dal 13 al 19 marzo, in 65 paesi del mondo, Italia inclusa,  sono stati organizzati seminari, conferenze, laboratori interattivi, mostre, cineforum, dibattiti, screening gratuiti, tour guidati nei centri di ricerca e molto altro ancora.
L’iniziativa è nata negli Stati Uniti dalla Dana Alliance for the Brain (EDAB).

Internet porn

Pochi giorni fa è stato pubblicato il rapporto di Pornhub, il sito più utilizzato al mondo per guardare video porno in streaming online, relativo al traffico annuale presso il portale.
In generale i dati indicano che la maggioranza delle persone che guardano video porno in streaming NON sono dipendenti , ma rimangono online solo il tempo della ricerca e di una prima visione di ciò che li eccita.
Il tempo medio passato online è 9 minuti e 20 secondi. (l'immagine che vedete sopra fotografa solo una parte dei risultati-l'Italia non è visibile solo perchè è al tredicesimo posto, con una media di 8min e 22 secondi di permanenza online per utente)
Dopo alcuni altri dati troverete un interessante contributo, scritto da Sandro Voi,  brillante neo laureato triennale di  Scienze e Tecniche di Psicologia della Salute di Pisa, che ci parlerà di alcune ricerche sugli effetti, squisitamente declinati al maschile, dell'abuso di materiale pornografio.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Elena Conforti

Comunicare la salute: l'importanza di sfruttare la forza delle parole per aiutare chi ha bisogno

 Nell'intento di migliorare la qualità del servizio offerto nel campo della salute, l'utilizzo di una corretta comunicazione può rivelarsi la chiave per lo sviluppo della prevenzione e per migliorare la condizione dei cittadini. Comunicare in questo caso non vuol dire solo informare, ma anche fornire una maggiore consapevolezza, motivazione e supporto sociale. Come lo scrittore Yeruda Berg sostiene “le parole hanno energia e potenza nella loro capacità di aiutare, guarire, ostacolare, ferire, danneggiare, umiliare e renderci umili”.
Le parole sono uno degli strumenti più potenti che abbiamo ed imparare ad usarle può risultare importante per migliorare la vita di chi ci sta intorno e la società in cui viviamo. La forza delle parole, infatti, può essere utilizzata in modo costruttivo dando incoraggiamento a chi ne ha bisogno o distruttivo fomentando la disperazione. A mio avviso, la missione che dovrebbe guidare il lavoro di ogni esperto in comunicazione è proprio questa: imparare ad utilizzare le tecniche e le strategie di comunicazione per agire concretamente sulla realtà soggettiva migliorandola. La forza e l’energia delle parole dovrebbe essere utilizzata sempre in maniera costruttiva, per confortare, incoraggiare, motivare, informare.

Diario di un'ostetrica in un campo rom

 
"Il cielo era scuro e mi arrivò sin da subito un odore forte che mi fece pizzicare il naso… C'erano baracche, con pareti di ogni materiale, l'una vicina all'altra, ed un fossato, pieno di vecchie e nuove cianfrusaglie, a dividere il campo dalla strada: vidi passeggini, bottiglie e giocattoli. Era piovuto da poche ore, c'era melma ovunque, insieme a piccoli cumuli di spazzatura. Erano le dieci del mattino, in giro non c'era nessuno all'infuori di un vecchio che ci guardava e cantava una canzone in una lingua che non capivo, probabilmente romanì. Ci seguiva senza mai avvicinarsi.
Il campo non mi sembrò così grande, eppure, pensai, attualmente ci vivono 300 persone, delle quali sei sono donne che aspettano un bambino.
Quella mattina del quattro febbraio avevo deciso di andare in quel campo rom non sapendo bene in realtà a cosa sarei andata incontro..."

Questo che avete appena letto è uno stralcio tratto da una sorta di diario che ho tenuto durante la mia partecipazione ad un progetto post lauream.

Sono una giovane ostetrica laureata da poco e l'unica realtà che ho davvero vissuto è quella ospedaliera.
Claudia1, mia cara amica e operatrice di un progetto sull‘educazione alla genitorialità di una cooperativa locale, mi aveva parlato di questa esperienza che stava facendo con le donne rom. In particolar modo mi aveva raccontato che all'ultimo incontro le erano state poste domande sui metodi contraccettivi e sapendo che di recente avevo seguito un corso post-laurea su sessualità e contraccezione aveva pensato potessi esserle utile, visto che le ragazze e le donne presenti avevano le idee molto confuse a riguardo.

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