neuroscienze

Artigiani ed Architetti

L’esperienza dello studio approfondito, dell’acquisizione sistematica delle conoscenze, è un’opera di artigianato. Per anni, studiando, scolpiamo il nostro sapere, costruiamo architetture plastiche con le quali stabiliamo e rimaneggiamo continuamente le relazioni che legano ogni contenuto. All’inizio gettiamo le fondamenta assorbendo in modo quasi acritico ciò che menti ben più sagge ed esperte di noi ci propongono, ma man mano ciò che impariamo davvero è una metodologia che trascende i contenuti e che diventa un modo di approcciarsi alle evidenze, di qualsiasi natura esse siano. Arriviamo a nutrire una illusoria fede nei pilastri e negli architravi che fabbrichiamo affinché il nostro cammino da neofiti della scienza sia meno caotico. Eppure, il mio personale percorso mi ha condotto ad un punto critico: per quante informazioni fossi in grado di acquisire e rimaneggiare, ritrovavo in modo ricorrente un aspetto non completamente afferrabile nella sua natura profonda. Maggiore è la quantità di conoscenze con cui mi devo confrontare, più intensa diventa questa frustrazione paradossale. Essa riguarda una sorta di consapevolezza intuitiva dei legami fra i diversi piani di realtà nell’ambito dello studio della mente, i quali tuttavia inevitabilmente sfuggono alla descrizione scientifica sistematica.

La Settimana Mondiale del Cervello

Lunedì prossimo inizia la settimana mondiale del cervello 2017.
Dal 13 al 19 marzo, in 65 paesi del mondo, Italia inclusa,  sono stati organizzati seminari, conferenze, laboratori interattivi, mostre, cineforum, dibattiti, screening gratuiti, tour guidati nei centri di ricerca e molto altro ancora.
L’iniziativa è nata negli Stati Uniti dalla Dana Alliance for the Brain (EDAB).

Breve guida alla visione di Inside Out

Sabato pomeriggio davanti al computer visione in streaming dell’ultimo lungometraggio Pixar, Inside Out. Dopo un’ora e mezza letteralmente a bocca aperta. Il film diretto con la consulenza di neuroscienziati e psicologi è un piccolo capolavoro dal messaggio potente e da una sapiente originalità nel mescolare precisi rifermenti scientifici con una fantasia che cattura. 
Da “scienziato” della mente proverò a buttarvi giù un decalogo di riferimenti alla teoria della psicologia presenti nel film, così da aiutarvi a gustare questa “chicca” fino in fondo.

I meccanismi di difesa: dalla psicologia psicodinamica alle neuroscienze

*Tratto Liberamente dalla relazione "Proteggersi dai conflitti: i meccanismi di difesa tra psicodinamica e neuroscienze" presentata al convegno "“Competizione e cooperazione. Dall’obbligo biologico al processo decisionale"
I meccanismi di difesa sono un concetto centrale della psicologia, trasversale ai diversi modelli ed alle diverse teorie. È interessante notare che al pari della psicologia stessa, anche tale costrutto dal punto di vista teorico subisce delle evoluzioni e vira progressivamente verso un modello relazionale: infatti, se per Freud si tratta di meccanismi necessari per fronteggiare conflitti intrapsichici, per Kohut essi diventano utili per proteggere le fragilità del sé dalle sollecitazioni esterne. Per Bowlby, invece, i meccanismi di difesa sono conseguenza di traumi causati da relazioni disfunzionali. Per Fonagy è possibile concepire persino gli stili di attaccamento come meccanismi di difesa, in quanto abituali modelli relazionali utili per fronteggiare l’angoscia ed ottimizzare l’adattamento.

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