Il Sogno secondo la teoria freudiana

 
L'articolo di questo mese ha lo scopo di dare un contributo sul sogno secondo la teoria freudiana.
Esso ha un duplice obiettivo: a) trattare l'argomento in modo fruibile anche ai non addetti ai lavori; b) ricordare che la teoria psicoanalitica può essere spesso molto vicina ai vissuti esperiti quotidianamente. 
Buona lettura
 
 Cos'è la Psicoanalisi? Rispondere a questa domanda in modo non riduttivo non è semplice, tuttavia una prima spiegazione potrebbe essere la seguente:la Psicoanalisi è la disciplina che ha come obiettivo quello di porre l'uomo a confrontarsi con se stesso e condurlo ad assumersi la responsabilità del proprio inconscio.Per assolvere tale compito, gli psicoanalisti hanno elaborato numerosi metodi: partendo da quelli fondamentali individuati da Freud, questi si sono poi evoluti, caratterizzati da un perenne dinamismo, per meglio svelare l'interiorità dell'individuo.Le formulazioni teoriche sono indispensabili per la sua comprensione e spiegazione, anche se nei contesti estranei alla disciplina è frequente che queste siano viste come astruse, prive di fondamento e completamente distaccate dalla realtà.Tale concezione è comprensibile, ma risulta comunque non corretta.Lo scopo di questo articolo è quello di trattare la teoria freudiana dei sogni e mostrare quanto il legame tra Psicoanalisi e realtà sia stretto, nonostante ciò che si è generalmente portati a pensare.
Il Sogno secondo la teoria freudiana"I sogni son desideri": se si volesse riassumere il pensiero di Freud circa i sogni, probabilmente questa risulterebbe essere la frase ideale.Nel 1900, all'alba del nuovo secolo, Sigmund Freud pubblicava "L'interpretazione dei sogni", uno dei suoi scritti più celebri, che avrebbe fortemente influenzato il pensiero psicoanalitico a lui successivo.Sin dai tempi della medicina greca, con Ippocrate in particolare, i sogni erano divenuti un fenomeno degno di interesse. Il legame mente-corpo era ben noto: si riteneva che nei sogni, fenomeni mentali, potessero emergere delle patologie d'organo, quindi fisiche, delle quali lo stesso sognatore poteva non essere al corrente.Freud, però, riteneva che i sogni avessero una funzione ancor più specifica.Nella sua teoria, la loro funzione è quella di esprimere impulsi, passioni e sentimenti che, a causa del loro potere distruttivo, sono stati relegati nell'inconscio attraverso il processo della rimozione.Durante la veglia, la rimozione è aiutata dalle resistenze, meccanismi che impediscono al materiale inconscio di riemergere e tornare alla consapevolezza.La solidità di queste barriere può però vacillare: è il caso dei lapsus e degli atti mancati, delle libere associazioni e, appunto, del sogno.
Freud affermava che "Il sogno è la via regia che conduce all'inconscio", poiché durante il sonno le resistenze perdono parte della loro efficacia, e ciò permette al materiale rimosso di tornare alla coscienza sotto forma di immagini oniriche.Tuttavia il sogno, così come si presenta agli occhi del sognatore, non si può considerare "puro": le resistenze, sebbene indebolite, sono ancora attive e funzionanti. Ne deriva che, nonostante alla base ci sia la soddisfazione di una pulsione, l'immagine onirica non la rappresenterà mai in modo diretto, ed è perciò necessario un lavoro di interpretazione da parte del terapeuta.Questo comporta quindi l'identificazione di due livelli differenti di contenuto onirico:"Contenuto onirico manifesto" e "Contenuto onirico latente".
Il contenuto onirico manifesto si identifica nel sogno così come si presenta agli occhi dell'individuo. I suoi contenuti possono essere i più bizzarri, e generalmente sono tratti dagli episodi recenti della vita quotidiana.La sua importanza nel processo interpretativo è di secondaria importanza rispetto al contenuto onirico latente. A questo livello si identificano le pulsioni sottostanti che vengono espresse attraverso il sogno manifesto.
Freud identifica differenti meccanismi che sono alla base del lavoro onirico:
• Spostamento: questo meccanismo di deformazione del contenuto onirico latente viene paragonato da Jacques Lacan alla figura retorica della Metafora. Un significante prende il posto di un altro significante con cui condivide uno stretto rapporto di somiglianza. L'immagine che rappresenta direttamente la soddisfazione della pulsione può quindi essere rappresentata "per via indiretta", tramite un'altra immagine ad essa simile che tuttavia risulta meno esplicita.In questo modo la pulsione viene espressa ed appagata e l'individuo non subisce il trauma di essere messo a diretto confronto con il proprio inconscio e con i desideri rimossi in esso contenuti.
• Condensazione: Lacan paragona questo processo alla figura retorica della Metonimia. Più significanti, anche in contrasto tra loro, possono venire espressi attraverso un unico significante.Pulsioni contrastanti, come ad esempio odio e amore, morte e vita, possono prendere forma nel sogno manifesto attraverso un'unica immagine che risulta comunque coerente nonostante le contraddizioni.
• Dispersione: è il processo diametralmente opposto alla condensazione. Attraverso la dispersione, un unico contenuto latente può prendere forma attraverso più immagini manifeste. Anche questo processo, come gli altri, è indispensabile per l'espressione dell'inconscio dell'individuo in forma simbolica.
• Drammatizzazione: questo processo permette alle pulsioni di essere espresse in immagini oniriche in forma drammatica, platealizzandole. Una pulsione aggressiva, ad esempio, potrebbe manifestarsi con lo sferrare un pugno; sentimenti di paura potrebbero essere rappresentati da un animale selvaggio e feroce, pronto a divorare il soggetto.
• Elaborazione secondaria: questo processo si manifesta nel momento in cui, una volta sveglio, l'individuo racconta il sogno. "Elaborazione" perché il convertire le immagini in parole attraverso cui esprimerle, implica appunto un'elaborazione. Lo si può osservare quando il sogno viene espresso secondo una continuità temporale che gli conferisce una coerenza intrinseca. In realtà però, il sogno è privo di tale continuità, si manifesta sotto forma di immagini frammentarie e talvolta contraddittorie, che solo nel momento della verbalizzazione formano un corpo coerente.
Nel suo complesso, il sogno può essere paragonato ad un lago. La superficie rappresenta il contenuto manifesto, il fondale il contenuto latente. Guardando attraverso la superficie si può intravedere il fondo, ma tale rappresentazione non è fedele alla realtà: questo appare deformato per effetto della rifrazione della luce (ovvero i meccanismi di deformazione del materiale inconscio). L'unico modo per sondare il fondo non è quindi osservarlo dall'esterno, ma immergersi dentro.
Si può quindi dedurre che alla base del sogno operi globalmente un meccanismo che Freud definisce Censura Onirica. La censura onirica presiede tutte le manifestazioni del contenuto latente all'interno del sogno manifesto, censurandone letteralmente alcune e simbolizzandone altre. Freud fornisce diversi esempi del lavoro della censura onirica in "Introduzione alla psicoanalisi". Non la si può immaginare, afferma, come un omino che risiede in una zona specifica del cervello e con rigore decide quali contenuti possano manifestarsi e in che modo. La paragona invece all'opera della censura della stampa. Quando questa opera, ad esempio nell'articolo di un giornale, si possono rintracciare, nelle righe, delle parti bianche, segno che la censura ha operato rimuovendo una parte che l'autore aveva originariamente scritto. Alcuni termini, alcune frasi, possono essere completamente modificati dalla censura con l'obiettivo di celare una critica o renderla meno esplicita.La censura onirica si comporta esattamente nello stesso modo. Non è raro che nei sogni, ad esempio durante un dialogo, alcune parole possano essere sovrastate da forti rumori, o che altre vengano distorte e rese incomprensibili. La censura ha operato per celare all'individuo qualche contenuto rimosso.
Altra caratteristica dei sogni è il loro carattere estremamente autoreferenziale. Il contenuto onirico latente è riferito sempre e solo al soggetto, mai ad altre persone. Se ad esempio nel sogno manifesto un conoscente appare malvagio, questo non ha nessuna implicazione sulla sua reale natura, non significa che egli sia effettivamente così. L'interpretazione infatti può svelare che il soggetto lo recepisca come tale, o che proietti su di lui delle proprie caratteristiche di cui ha paura.
Questi processi permettono quindi all'individuo di giungere ad un compromesso: le pulsioni possono essere espresse, per liberarsi così dall'angoscia, ma non in forma tale da restarne turbati. E così, assolta la loro funzione, citando Freud"I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno così come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole".