ECP – Educazione Continua in Psicologia

Dopo che il DdL Lorenzin è diventato, a dicembre scorso, legge, facendo passare dalla vigilanza del Ministero della Giustizia a quello della Salute l’Ordine della professione degli Psicologi (evolvendo quindi in professioni sanitarie), con la delibera n. 2 del 27 gennaio 2018  Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha trasmesso per la validazione al Ministero della Salute la propria proposta  di Regolamento per l’Educazione Continua in Psicologia (ECP).
 
Vi presentiamo, parafrasandolo e riportandone i punti più salienti il regolamento che è stato proposto e che disciplinerà  nuovi criteri e modalità della formazione continua per tutti gli psicologi in Italia, in attuazione del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, art. 3, comma 5, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148:
 Art. 3 b) Previsione dell’obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di educazione continua in medicina (ECM).  

E’ disposto inoltre che la violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale il quale integrerà  tale previsione.  
Questa normativa vigente sull’educazione continua in medicina  “rimane ferma”, cioè continua a valere, essa inoltre  è in linea con quanto già stabilito nel nostro  Codice Deontologico (b), (Capo 1 Principi generali, Art. 5), il quale afferma che:
“Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale. Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico – pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione.”
 
Secondo la proposta di regolamento, tutti gli Iscritti all’Albo sono obbligati a seguire percorsi di formazione continua professionale,  ed in particolare chi non è tenuto alla formazione ECM è soggetto all’obbligo ECP e infatti vi si afferma :
“Con l’espressione Educazione Continua in Psicologia si intende ogni attività qualificata di accrescimento ed approfondimento delle conoscenze e delle competenze professionali, nonché il loro aggiornamento mediante la partecipazione a significative iniziative culturali nel campo della Psicologia.”
 
Il non adempimento di tale obbligo formativo darà luogo dunque a violazione degli obblighi deontologici.
Gli ECP dovrebbero entrare in vigore, se approvati, a partire dal 1 gennaio 2020 e il periodo di valutazione sarà, come per gli ECM, triennale. Le similitudine rispetto agli ECM sono molte: nel triennio l’obbligo formativo professionale standard sarà pari a 150 crediti al netto di esoneri, esenzioni o riduzioni.

Cosa sono le esenzioni e le riduzioni?
 
“Il CNOP, su domanda dell’interessato, può esentare/esonerare l’iscritto dallo svolgimento dell’attività formativa, a titolo esemplificativo, nei casi di:

  • Congedo maternità e congedo parentale
  • Grave malattia, infortunio o gravi motivi familiari;
  • Interruzione per un periodo non inferiore a sei mesi dell’attività professionale o trasferimento di questa all’estero.
  • Frequenza, in Italia o all’estero, di corsi di specializzazione universitaria, specializzazione in Psicoterapia, dottorato di ricerca, master, corso di perfezionamento.

L’esonero è valido per tutto il periodo di frequenza.”
Nella pratica, entro il 30 novembre di ogni anno, saranno i Consigli territoriali dell’Ordine ad erogare formazione ECP predisponendo un piano di offerta formativa a disposizione degli iscritti. Saranno inoltre loro a verificare l’effettivo adempimento dell’obbligo formativo::
“ Ai fini della verifica, essi svolgono attività di controllo, anche a campione ed allo scopo possono richiedere agli iscritti ed ai soggetti promotori chiarimenti e documentazione integrativa. In particolare i Consigli territoriali dell’Ordine competenti possono richiedere a ciascun promotore, a fini di verifica e controllo dell’attività da questi svolta e della formazione professionale dei propri iscritti, i registri delle presenze agli eventi formativi tenuti nel corso degli anni precedenti, secondo la normativa vigente.”
Fermo restando il sacrosanto valore dell’aggiornamento professionale, su cui non si discute, speriamo che gli ECP vengano organizzati in modo tale da venire incontro anche alle esigenze dei liberi professionisti, non sempre dotati della possibilità di sostenere ulteriori spese professionali. 
 
Trovate qui la versione completa del regolamento: 
 http://www.psy.it/wp-content/uploads/2018/02/Regolamento-per-l’Educazione-Continua-in-Psicologia_-2018.pdf