Attivismo, passione e ricerca: un'intervista cantata a Elena Skoko

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Elena Skoko, originaria dell’Istria croata, è cantante blues, punk e performer, oltre che attivista di primo piano per i diritti umani delle partorienti e autrice, tra gli altri, del caso letterario Memorie di un parto cantato. Laureatasi in Lingue e Letterature straniere con lode presso l’Università di Bologna nel 1998, con tesi sul linguaggio mistico femminile, il suo nome è presente nel primo registro dei lobbisti autorizzati ad entrare a Montecitorio.
Recentemente infatti la Camera dei Deputati ha regolamentato, attraverso la creazione di un apposito registro, l'attività di lobbing in Parlamento. Di lobby “sociali” ce ne sono molte; tra le più note la Lega Anti Vivisezione (LAV), che lotta per la liberazione animale, o Emergency.
 Elena rappresenta invece a Montecitorio una serie di associazioni che si occupano di maternità e in particolar modo dell'Osservatorio sulla Violenza Ostetrica (OVOItalia).

La danza: neurofisiologia e peculiarità culturali – Parte 2

La danza: neurofisiologia e peculiarità culturali – Parte 2

 
La danza si declina in vari ambiti: uno di questi è quello di matrice sacrale o spiritualistica, in cui la pratica di movimento è un elemento centrale, ma non certamente unico, di questi istituti. La danza come veicolo privilegiato per il raggiungimento di uno stato alterato di coscienza, come mezzo catartico attraverso cui esprimere un conflitto storicamente e localmente condizionato, come atto apotropaico, come strumento di guarigione da convinzioni demonopatiche, è stata centrale nell’evoluzione delle società umane, così come lo è adesso (sebbene in modo minore): tuttavia, è molto raro trovare questa accezione di danza nelle società moderne, soprattutto se urbanizzate e industrializzate. Evidenze in grado di testimoniare la presenza di rituali complessi che coinvolgono, ma non si esauriscono con la danza, provengono dall’Africa, dall’America Latina, dal Medio ed Estremo Oriente: proprio in questi territori si è assistito ad uno sviluppo intenso di cerimonie in cui il movimento era un elemento centrale (Sironi & Riva, 2015).

La danza: neurofisiologia e peculiarità culturali – Parte 1

 
Gli esseri umani condividono, prescindendo dalla loro cultura di appartenenza, una molteplicità di codici che spesso si declinano localmente: una di queste forme di espressione, universalmente condivisa ma culturalmente differenziata, è la danza. Che sia ricreativa o praticata come disciplina di intrattenimento e spettacolo, o ancora come parte di estesi rituali culturalmente situati, questa acquisisce un significato equiparabile ad un prodotto, o meglio ancora, ad un bene intangibile.

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